Il ritorno dell'argia

Si credeva che il velenosissimo aracnide noto con il nome di vedova nera mediterranea o malmignatta (Latrodectus Trdecimguttatus) si fosse estinto da qualche decennio in Sardegna.

Maah, stando alle ultime, pare che non sia affatto così. Il temutissimo ragno continua a vivere in provincia di Oristano, in particolare nell'isola di Mal di Ventre, nel sottobosco alle pendici del Monte Arci e nella zona di Siscu, nelle campagne di Santa Giusta. Zoologi dell'Università di Cagliari e agenti del Corpo forestale della stazione di Marrubiu ne hanno incontrato decine di esemplari.

Questo l'articolo (ho rimosso il link che non andava più)

5 - L’Unione Sarda
Provincia di Oristano Pagina 39
Sono i risultati di una ricerca dell’Università di Cagliari
La vedova nera è estinta? Non in provincia di Oristano
Il ragno, dal veleno più potente di quello del serpente a sonagli, è ancora presente a Santa Giusta e nell’isola di Mal di Ventre
Quando Dio aveva ordinato lo sterminio degli animali velenosi per liberare le campagne della Sardegna soltanto la vedova nera era riuscita a sopravvivere. S’Argia i contadini la temevano come una maledizione, ma da alcuni decenni tutti, compresi gli studiosi, si erano convinti che fosse scomparsa dall’Isola. Invece il terribile ragno continua a vivere, nascosto in mezzo ai cespugli dell’isola di Mal di Ventre, nel sottobosco alle pendici del Monte Arci. Gli zoologi dell’università di Cagliari e gli agenti del Corpo forestale della stazione di Marrubiu ne hanno incontrato decine di esemplari. Tutti sono stati censiti e alcuni sono stati prelevati e fatti riprodurre in laboratorio. «Le ultime ricerche erano state curate da alcuni studiosi svizzeri, che erano arrivati alla conclusione che questi artropodi in Sardegna si fossero estinti - spiega Anna Maria Deiana, direttore del dipartimento di Biologia animale dell’Università di Cagliari - I ritrovamenti ci stanno aiutando a conoscere meglio il loro stile di vita, a capire con quali altri animali si associano e come si accoppiano». Tra i cespugli di Mal di Ventre le vedove nere hanno costruito le loro tane, dentro ci passano la vita, ma qualche volta si incontrano mentre si spostano per costruire la tela, cibarsi e riprodursi. Hanno trovato casa anche nella zona di Siscu, nelle campagne di Santa Giusta, tra i cespugli secchi, in mezzo alle legnaie e sotto le pietre. «Le più pericolose sono le femmine, i maschi sono gracili e non hanno i cheliceri, gli organi usati per pungere, molto robusti - aggiunge Francesco Fois, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna - Comunque non sono animali aggressivi, mordono solo quando sono in pericolo e non hanno possibilità di fuggire». Ogni ragno è grande solo pochi millimetri e il suo veleno è quindici volte più potente di quello del serpente a sonagli. Per questo, per tenerselo lontano, i sardi di qualche secolo fa ripetevano rituali e danze tribali, come se sulla Terra ce l’avesse mandato il demonio. E così chi era stato punto dal maledetto veleno della vedova nera veniva sepolto e ricoperto di letame. Le donne ci ballavano intorno e solo quando riuscivano a strappargli un sorriso potevano essere certe di averlo salvato. Da qualche parte "Su ballu de s’argia" era accompagnato dal suono dei campanacci delle capre che riusciva ad allontanare gli spiriti maligni. E quando la situazione sembrava essere critica in qualche paese usavano persino infilare il malato dentro un forno riscaldato. Lo avvolgevano in fasce calde e lo tenevano per almeno dieci minuti, fino a quando i più esperti non diagnosticavano la guarigione.

Un tempo nell'isola  questo insetto chiamato argia era molto diffuso e  il suo incontro temutissimo a causa dei terribili morsi che facevano cadere la povera vittima in una sorta di possessione demoniaca che richiedeva, per la guarigione, rituali arcaici e magici, i riti argiatici .

immagine di Wikipedia 

ringrazio ufficialmente Marcello per il prezioso contributo 

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